L’artista giapponese Sayaka Ganz utilizza utensili, giocattoli e accessori di plastica usati per generare bellissime e dinamiche sculture di animali. [banner] Le sue sculture di plastica misurano da sessanta centimetri a tre metri di lunghezza e possono essere composte anche da cinquecento pezzi di materiale riciclato. Sayaka Ganz raccoglie la maggior parte del suo materiale dai negozi di vendita benefica e dai contenitori per la raccolta differenziata ed il resto gli viene donato dagli amici e dalla famiglia. Nel suo scantinato suddivide poi tutti i pezzi di plastica – dagli occhiali da sole e dalla coltelleria ai cestini ed agli utensili di cottura – in 20 gruppi di colore (nessun oggetto viene ridipinto, tutti sono del loro colore originale).
Inizia poi a creare un’armatura in filo di acciaio saldato a cui fissa, in seguito, i singoli rifiuti di plastica fino a che la scultura non prende la forma di un animale in movimento.

Sayaka Ganz quando era bambino fu profondamente influenzato dalle credenze shintoiste giapponesi secondo cui tutti gli oggetti e gli organismi hanno un’anima e per questo ogni oggetto, quando viene buttato via, passa il tempo che gli rimane dentro il cassonetto piangendo!

Queste convinzioni hanno profondamente determinato l’immagine artistica di Sayaka, che della sua arte ha detto: “Seleziono solo oggetti che sono stati utilizzati e scartati. Il mio obiettivo è che ognuno di questi elementi trascenda la sua origine per integrarsi in un animale o in forme organiche viventi e in movimento. Questo processo di recupero e rigenerazione è liberatorio per me come artista. Costruire queste sculture mi aiuta a capire le situazioni che mi circondano. Mi ricorda che, anche se c’è un conflitto in questo momento, vi è anche una soluzione in cui tutti i pezzi possono coesistere pacificamente. Anche se ci sono dei pezzi mancanti in alcuni settori, l’opera nell’insieme risulta bella e armonica; credo perciò che le mie sculture possano trasmettere un messaggio di speranza.”

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