Notice: Trying to access array offset on value of type bool in /usr/www/users/bioraz/wp-content/plugins/related-posts-thumbnails/related-posts-thumbnails.php on line 711

Notice: Trying to access array offset on value of type bool in /usr/www/users/bioraz/wp-content/plugins/related-posts-thumbnails/related-posts-thumbnails.php on line 711

Cambiare il mondo si può, basta volerlo.
Detta così sembra la solita frase retorica, ma noi ci crediamo fortemente ed oggi vi raccontiamo le storie di 7 giovani eroi che con le loro piccole idee stanno contribuendo alla salvezza del nostro pianeta. Non ci credete? Sentite un po’ qua!

Sos Leoni
Richard Turere è un ragazzino di soli 13 anni che vive in Kenya. Preoccupato di salvaguardare il piccolo recinto in cui alleva del bestiame, unica fonte di sostentamento della sua famiglia, ha inventato un sistema (fatto con materiale totalmente di riciclo, quindi eco-sostenibile) che, collegato a una batteria di automobile alimentata a sua volta da un piccolo pannello fotovoltaico, dà energia a delle lampade che illuminano in modo totalmente automatico l’area intorno al recinto. In questo modo Richard non solo riesce ad evitare possibili incursioni da parte dei leoni affamati che vivono nella sua regione, ma, tenendoli lontani, li protegge dai contadini che spesso sono costretti a ucciderli per salvare le proprie mucche.

Addio plastica
Il sedicenne Daniel Burd, studente del Waterloo Collegiate Institute, è l’autore di una scoperta miracolosa: impiegando esclusivamente prodotti chimici trovati in casa, ha messo a punto un sistema in grado di “digerire” una sporta di plastica in soli tre mesi, contro il millennio che invece ci impiegherebbe normalmente. Alla base di tutto il processo ci sono dei batteri – anche in Natura la decomposizione della plastica avviene così – ma questo ragazzo è riuscito ad accelerare il processo di quasi 4000 volte. Ha iniziato riducendo in polvere i sacchetti e creando una soluzione a base di lievito, prodotti chimici e acqua di rubinetto, e, con un po’ di prove empiriche e metodo scientifico, è arrivato a degradare il 43% di un sacchetto in sole sei settimane, selezionando i batteri da far riprodurre. Al contrario del riciclo, in cui la plastica viene trasformata in altra plastica o in prodotti derivati, il metodo Burd decompone la plastica e la restituisce al ciclo naturale dei materiali.

Leggi anche...  La cannabis è tra le medicine più sicure: l'aspirina è 1000 volte più letale

 

Una gita al Polo Nord
Per sensibilizzare i ragazzi della sua generazione riguardo al cambiamento climatico che preoccupa il nostro pianeta, il 15enne Parker Liautaud ha pensato bene di partire per una scampagnata non poco impegnativa. Parker infatti sarà il più giovane esploratore a raggiungere l’ultimo angolo del Polo Nord sciando il Grado Zero del Polo. L’arrivo a destinazione non è lontano, ma il viaggio fin ora non è stato affatto semplice: insieme alla sua guida, Doug Stoup, Parker ha dovuto affrontare percorsi impervi che l’hanno costretto a tuffarsi nelle acque gelide per passare da una zolla all’altra, sfidando il rischio di collisione e dovendo cambiare spesso rotta a causa del movimento delle placche di ghiaccio.

Un maggiolino tutto…elettrico
Asthon Stark aveva solo 14 anni quando un giorno decise di fare qualcosa di concreto per rendere la propria famiglia a “basso impatto ambientale”. Così recuperò la vecchia auto dei nonni e ci installò nove batterie da golf cart. In questo modo ha rimesso in moto la vecchia auto che oggi può viaggiare fino a 70 km orari ed è perfetta per gli spostamenti in città. Vantaggio extra: non produce anidride carbonica e non inquina.

 

Se la montagna non va a Maometto…
Dopo aver notato strani macchinari aggirarsi nei pressi del massiccio Jarilla nel New Mexico, Caitlyn Larson, 10 anni, ha allertato i suoi genitori, grazie ai quali è venuta a conoscenza di un terribile progetto in corso: una società straniera stava facendo dei rilievi per studiare come estrarre materiale dalla montagna per inviare i 6 milioni di tonnellate di minerale in Cina. Caitlyn non si è persa d’animo e ha radunato le persone del suo villaggio per intraprende una dura opposizione a questo scempio. Risultato? Ha salvato la montagna, la fauna selvatica e la vegetazione del massiccio Jarilla.

Disegni per il mare
Mentre l’anno scorso il mondo intero aveva gli occhi puntati sul disastro ambientale dovuto alla falla della petroliera Deepwater Horizon che causò una fuoriuscita di greggio responsabile di una catastrofe naturale di proporzioni immani, la piccola Olivia Bouler, 11 anni, decise di non restare a guardare e di rendersi utile per arginare il problema. In collaborazione con la National Audubon Society, decise di mettere in vendita i disegni degli esemplari di uccelli più colpiti dalla marea di petrolio. Il ricavato di quella vendita fu di ben duecentomila dollari che sono stati usati per le azioni di recupero dell’ecosistema del Golfo del Messico devastato dalla marea nera.

Leggi anche...  Greenscount.com: shopping sostenibile, anche nel prezzo!

“Piantiamola” di inquinare
Tutto ha avuto inizio quando, durante una semplice lezione sulla sintesi clorofilliana a scuola, Felix Finkbeiner decide di piantare un alberello sul davanzale della finestra della sua classe. Emozionato dall’impegno nel prendersi cura della pianta e non contento di questo semplice gesto, ha deciso di impegnarsi per piantare la bellezza di un milione di alberi nel suo Paese, la Germania. In breve tempo la campagna lanciata da Felix chiamata “Stop talking! Start planting!”(smetti di parlare, inizia a piantare!) è diventata un successo. Oggi Felix ha 13 anni e lo scorso 4 maggio ha piantato il suo milionesimo albero alla presenza di rappresentanti politici e dei Ministeri dell’Ambiente provenienti da 45 Paesi.

Bene. Fin qui vi abbiamo narrato delle belle storie, ma c’è da dire che di ragazzi dalle intuizioni geniali ne è pieno il mondo. Abbiamo scelto di raccontarvi proprio queste 7 idee perchè di esse ci ha colpito la semplicità. Queste idee non sono arrivate dopo anni di studi, non sono frutto di una genialità innata e non dipendono da circostanze incredibili. Ciò che rende speciali questi ragazzi è che le loro storie raccontano di traguardi non troppo impossibili, raggiunti solo ed  esclusivamente grazie ad una “innocente” forza di volontà motivata dalla voglia di migliorare il mondo in cui vivono.
Chiamateli sognatori, ma per noi sono e resteranno 7 piccoli eroi.