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“Africa, il sole le dune è Africa”.
33 anni fa cantava così Rino Gaetano nel suo ultimo singolo “Metà Africa Metà Europa” e non poteva esserci titolo più adatto per descrivere l’ambizioso progetto che la Desertec Foundation sta tentando di realizzare.

La Desertec Foundation è una iniziativa sociale e civile che opera a livello mondiale al fine di costruire un futuro sostenibile. Istituita nel 2009 da un gruppo di scienziati, politici ed economisti, lavora per arrivare ad una soluzione che combatta il riscaldamento globale, garantendo un approvvigionamento energetico affidabile e promuovendo lo sviluppo e la sicurezza.
In particolare, con il Progetto Desertec, la Fondazione vorrebbe costruire una rete intercontinentale che porti energia solare accumulata in Africa fino in Europa, dove la richiesta di energia pulita è sempre più alta.

Il progetto è nobile, ma purtroppo anche complicato e soprattutto costoso: si stima che la spesa prevista per realizzare il piano si aggiri intorno ai 400 miliardi di euro, ma se l’idea venisse attuata si riuscirebbero a produrre 125 gigawatt di energia pulita entro il 2050.

Sfortunatamente per il progetto, la Desertec Foundation ha recentemente perso il supporto di alcuni dei suoi maggiori finanziatori: lo scorso mese la Siemens si è tirata fuori dall’accordo e adesso anche la Bosch ha rimangiato la parola data: “Le condizioni economiche fissate dalla fondazione non consentono di continuare la nostra collaborazione” ha dichiarato la portavoce della Bosch lo scorso Lunedì, confermando la relazione pubblicata in merito sul Financial Times (edizione tedesca) lo scorso martedì.  E’ sicuro quindi che la Bosch non sarà più parte della Fondazione entro la fine del 2012.

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Anche sul fronte politico la Desertec Foundation sta riscontrando perdite e delusioni.
Il Governo Spagnolo si è rifiutato di commissionare il sistema di impianti per energia solari che sarebbero dovuti essere costruiti in Marocco e che avrebbero rappresentato il primo passo completo per la realizzazione definitiva di Desertec.
La Spagna attualmente sta affrontando gravi problemi economici e sociali e non sarebbe in grado di giustificare l’ingente spesa prevista per concretizzare il progetto Desertec.
In questa situazione, sicuramente non aiuta sapere che il Nord-Africa attualmente non è un paese stabile dal punto di vista politico, quindi preventivare di spendere miliardi in questa iniziativa risulta difficile da immaginare.

La perdita di importanti sostenitori mette a rischio la possibilità di vedere il Desertec realizzato, ma non dobbiamo dimenticarci che questa idea rimane un progetto a lungo termine e forse, quando l’economia mondiale si sarà ripresa, realizzare una rete che dall’Africa porti energia pulita in Europa diventerà una soluzione molto appetibile alle potenze che gravitano intorno al Mediterraneo e non solo.

Nel frattempo, sperando che le cose volgano al meglio, consoliamoci ricordando le parole di un attento e acuto Rino Gaetano: “Africa ma per te che lavori e non ridi, per chi come te più non gioca, questa terra è ancora Europa”.