Il confronto con l’esistente è diventato in Germania il compito più importante per l’architetto. La scarsa crescita demografica registrata negli ultimi anni e l’ingente numero di edifici risalenti al dopoguerra ancora in attesa di ristrutturazione spingono i protagonisti dell’architettura contemporanea ad intervenire.
Nasce così Reduce Reuse Recycle. Resource Architecture, un’interessante mostra presentata contemporaneamente al padiglione tedesco alla Biennale di Architettura di Venezia e alla Galerie AEA di Berlino.

La manifestazione pone l’accento su un’importante riflessione: studiare le potenzialità di intervento su edifici già esistenti piuttosto che impiegare tempo, denaro e materiali per costruirne di nuovi. La logica del riciclo diventa quindi un valore applicabile anche allo studio delle città del futuro, in un’ottica che prevede poche modifiche e di conseguenza meno sprechi di energia. L’evento vuole essere inoltre un modo per riscoprire il patrimonio architettonico “di scarto” delle città, riconsiderando l’idea di dismesso e guardando con occhi nuovi ciò che spesso appare privo di carattere artistico o, al contrario, eccessivamente carico di stile e stravaganza.

Il ridimensionamento, la conversione e la ristrutturazione dei progetti su vasta scala richiede una rivalutazione completa non solo delle strutture stesse, ma anche delle implicazioni sociali e storiche che hanno rappresentato e che rappresentano ancora oggi. Questa mostra presenta quindi le strategie architettoniche e gli atteggiamenti che possono contribuire al cambiamento e alla riqualificazione dell’architettura esistente, considerata come risorsa per il nostro futuro.

Numerosi sono gli studi d’architettura coinvolti nel progetto e la mostra sarà visitabile fino al 25 novembre alla Biennale di Venezia e dal 2 novembre alla Galerie AEA di Berlino.

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