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E’ giallo al largo di un tratto di mare tra le coste dell’Abruzzo e del Molise, dove è stata avvistata una chiazza di idrocarburi in mare. La macchia oleosa si troverebbe a largo di Termoli e sarebbe fuoriuscita dalla piattaforma petrolifera “Rospo Mare” della Edison. L’allarme è stato dato in tarda serata di lunedì dall’equipaggio di una nave di stoccaggio: a seguito della segnalazione sono partite tutte le procedure di emergenza coordinate dalla Direzione marittima di Pescara.

A riferire i fatti è la società Edison che opera alle piattaforme petrolifere; la stessa fa sapere che è scattata la procedura di emergenza e che la produzione è stata subito fermata. Non si hanno notizie esatte sulla natura della chiazza né sulla sua provenienza. La Capitaneria di Porto per ora minimizza l’accaduto e parla di tracce di idrocarburi, ma secondo fonti di stampa lo sversamento sarebbe di circa mille litri.

Allarme disastro ambientale nell'Adriatico: 1000 litri di idrocarburi versati nel mareIntanto le attività di contenimento e recupero delle sostanze presenti in acqua vanno avanti da oltre 24 ore.
Si prova a limitare i potenziali danni ambientali tramite barriere isolanti e l’impiego di apparecchiature ‘rec-oil’, in grado di separare ed asportare le componenti oleose dall’acqua marina.
Lo sversamento, una volta individuato, è stato circoscritto con quelle che vengono definite ‘panne di contenimento’. La fuoriuscita è stata monitorata anche grazie ad un velivolo della Guardia Costiera che ha sorvolato la zona e diretto le operazioni dal cielo per il posizionamento delle barriere ‘isolanti’. Sono intervenuti anche i sommozzatori della Guardia Costiera per un’ispezione più dettagliata all’impianto di estrazione del greggio, allo scafo galleggiante della piattaforma e delle tubature immerse della struttura per verificare il motivo dello sversamento ed eventualmente individuare il punto di fuoriuscita del liquido inquinante per poi pianificare interventi. Sono in corso indagini per chiarire se vi siano responsabilità sull’accaduto.

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Le ultime notizie descrivono rientrato l’allarme: la tempestiva attivazione delle misure di emergenza ha consentito di fronteggiare con efficacia l’inconveniente, senza ripercussioni per l’ambiente marino e le coste; le operazioni aeree, che hanno visto l’impiego dell’elicottero Edison e dell’Atr della Capitaneria, al momento non hanno individuato la presenza di greggio in superficie, evidenziando soltanto una scia iridescente nei pressi del campo (già arginata).
Sono al lavoro unità di sommozzatori per valutare l’integrità delle condotte sottomarine che portano la produzione di idrocarburi dal fondo del mare alla Fso Alba Marina.
Dunque ora in superficie, forse per naturale evaporazione dei fumi, non ci sono segni di presenze di petrolio, ma solo con l’arrivo del piccolo scafo per le ricognizioni sul fondo marino sarà possibile verificare se il petrolio si è depositato sul fondale.

Eppure il Wwf parla decisamente di incidente: «Si tratta del secondo incidente in meno di 8 anni – ha dichiarato Fabrizia Arduini, responsabile petrolio del Wwf Abruzzo – nell’agosto del 2005 ci fu una falla tra i tubi di carico e centinaia di litri finirono in mare: si sfiorò il disastro ambientale nel vero senso della parola».

La preoccupazione dell’associazione ambientalista, ora riguarda l’emergenza in corso e il futuro della piattaforma: «Mille litri sono una tonnellata e non è uno scherzo, visto che siamo a poche miglia dal parco marino di Punta Penne. Direi che questo è un monito, un presagio proprio ora che riprende il suo cammino il progetto di ampliamento previsto del decreto Sviluppo di Passera. Nel 2010 la Prestigiacomo bloccò il progetto, Passera lo ha riaperto, e si tratta di aprire altri 4 pozzi, di cui uno orizzontale. Insomma, c’è allarme».

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Naturalmente sulla questione è intervenuto anche l’Assessore alla Qualità dell’Ambiente della Regione Puglia, Lorenzo Nicastro, che in un ansa ha dichiarato: “E’ motivo di forte apprensione per noi la notizia di sversamenti di idrocarburi in Adriatico, al largo delle costre tra Abruzzo e Molise: si tratta di eventi che non possono lasciarci indifferenti perche’ ogni incidente di questo genere, in un contesto marino cosi’ delicato sul piano dell’equilibrio ambientale, puo’ avere effetti su tutti i territori che si affacciano sul bacino. Siamo vicini alle popolazioni”.

“La notizia ed il rinnovato rischio per il nostro mare ci rafforzano nelle nostre convinzioni – aggiunge – rispetto a nuove prospezioni geosismiche e ad ipotesi di nuove coltivazioni, non solo nell’Adriatico ma in tutti gli specchi di mare che interessano le coste pugliesi. Siamo ancora di piu’ certi che la linea di opposizione con tutti gli strumenti e in tutte le sedi a questa idea dell’utilizzo fino alla fine delle risorse fossili di energia, anche passando sopra alle vocazioni territoriali ed alle scelte economiche improntate a modelli sostenibili, sia non solo corretta ma imprescindibile se vogliamo assicurare un futuro alle nostre regioni”.