In un territorio aspro e arido tra il Nevada e la California si snodano le White Mountains, montagne dove, andando oltre i 2.000 metri di quota, stentano a verdeggiare boschetti di pini e arbusti di ginepro.

Salendo ancora, tra il 2800 e 3500 metri, in un paesaggio non proprio lussureggiante, c’è una foresta rada composta da pioppi e tre diversi tipi di pini. E proprio lassù, a 3000 metri, dove gli alberi mostrano con le loro forme contorte la difficoltà a sopravvivere in un ambiente difficile, prospera il più antico albero “individuale” della terra:

I Pini delle White Mountain

Prezioso quanto un reperto archeologico della sua età, Matusalemme è protetto da possibili atti di vandalismo con un sistema molto semplice: la sua posizione è coperta dal più stretto segreto, fin da quando fu scoperto da un dendrocronologo dell’Università dell’Arizona, Edmund Schulman.

Fino agli anni ’50 del secolo scorso nessuno immaginava che un albero potesse vivere per più di 4000 anni. Finchè Schulman, nel 1953, decise di ascoltare il suggerimento di un ranger della “Inyo National Forest”, e si avventurò nelle White Mountain alla ricerca di alberi che potessero fornire dati per le sue ricerche, sufficientemente vecchi da avere immagazzinato, attraverso i secoli, informazioni utili agli studi sul clima.

Già da vent’anni Schulman si inerpicava sulle montagne, setacciava zone aride o verdeggianti, alla ricerca di alberi insoliti, o magari non ancora scoperti. E soprattutto cercava quegli alberi che mostravano di aver patito i cambiamenti climatici, e che si erano adattati nel corso degli anni.

Pinus longaeva – White Mountain

Durante la prima esplorazione, Schulman salì a oltre 3.000 metri, e analizzando un campione di un pino dai coni setolosi, lo trovò più vecchio di 1.500 anni e quindi decise di chiamarlo “Patriarca”. Fu lui a determinare nello studioso la convinzione di poter scoprire lì, in quelle montagne, l’albero più vecchio del mondo. Nelle estati successive le ricerche di Schulman portarono a un risultato sorprendente, per le conoscenze dell’epoca: quegli alberi erano molto, molto più vecchi di quanto si potesse immaginare. Nodosi e contorti, con l’aspetto da sopravvissuti, i vecchi pini registravano i dati sul clima molto meglio degli esemplari più verdi e dritti studiati in zone meno aride.

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Poi, nell’estate del 1957, arrivò la scoperta più importante, sensazionale: in un boschetto dove l’età minima di ogni pino era intorno ai 4000 anni, si trovava l’albero più antico della Terra, con i suoi 4789 anni.

A ragione, Schulman e il suo assistente gli diedero il nome di Matusalemme, il personaggio biblico più longevo. I due ricercatori non svelarono il luogo dove si trovava la vecchissima conifera, per proteggere sia lei sia gli altri alberi.

Nato prima della costruzione delle Piramidi d’Egitto, sopravvissuto a ogni catastrofe naturale o provocata dall’uomo, Matusalemme sicuramente merita di essere considerato un prezioso tesoro da tutelare.

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